SOUND
“Floridiana”: La sensazione di perdersi a osservare un fiore
di Luca Gissi
2020-11-11 20:32:28
Ai più fortunati tra di voi sarà sicuramente capitato di rimanere impassibili davanti a un fiore, giallo, rosso, alto, morente che sia: a pensarci è un azione che potremmo ricollegare al curioso mondo infantile, l'unico capace di raccogliere l'unicità del gesto. Non importa se quel fiore lo abbiate visto per pochi secondi o se per una giornata intera, se vi avrà fatto venire in mente buoni o cattivi ricordi, se vi avrà fatto star bene per poco o male ancora per molto. Non importa se quel fiore era fatto di petali o se col tempo avrà avuto due occhi, un naso e una bocca. Il piacere nell'averlo visto porta con sé un filo di malinconia che, se vi ritrovate fin qui, accompagna perennemente le giornate di molti. La tristezza intrinseca di un fiore, puro e ignaro del male che lo circonda, giova a qualcuno che gli è estraneo; e non lo saprà mai.

Sono tutte queste emozioni che dal punto di vista musicale si possono ritrovare immergendosi nell'ultimo viaggio di CoCo, un fiore fresco di pochi giorni. Proprio di fianco al fiore, la pozzanghera del panorama urban italiano dove il profumo di CoCo a piccoli passi è riuscito a infondere qualcosa di nuovo, candido, si è finalmente mossa. È da qui che Corrado ha imposto un suo stile personale, frutto delle più svariate esperienze: le più intense, sofferte o piacevoli che siano, le ritroviamo nella composizione di “Floridiana”. È questo un disco coraggiosamente delicato, che senza chiedere permesso lascia a bocca aperta. E durante l'ascolto, i momenti più alti arrivano a picchi davvero considerevoli per il clima italiano.

CoCo FLORIDIANA cover

I mille colori dei fiori che lo compongono sbiadiscono nel tempo e si ricoprono di una malinconia in cerca di primavera, di una candida luce sbavata che segna profondamente il chiaroscuro generale. Situazioni concrete, vissute e vivide nella mente dell'artista, si oppongono ad atmosfere nebbiose, il cui tempo e soggetti non hanno gabbie fisiche. Anche la scelta dei due registri vocali usati, con cui si fondono il rap e il cantato melodico, fa capo a questi due approcci. Se si nota con attenzione, infatti, la discorsività del rap è tradita dall'accortezza del cantato, con frasi lasciate a metà, con qualcosa di velato di cui non capiremo mai del tutto il suo significato. Le strofe propriamente rap sono più limitate che in passato pur essendo le più cariche di pathos a livello lirico: questa scelta è però perfettamente inglobata nell'idea musicale fluida di Coco e del disco. Lo stesso tono di voce, il tempo, sottolinea questa divisione per arrivare all'area di competenza più ispirata del tutto, la musica.

Sotto quest'aspetto non si esagera dicendo che “Floridiana”, considerati gli standard italiani, si espande nei territori musicali più all'avanguardia, da ricercare ben oltre i nostri confini fisici e addirittura temporali. Esplodono gli anni '80, l'estetica retrò, le soluzioni vaporwave, i synth più platinati, influenze new wave, elettro-pop, trance, dance ed RnB. Quest'ultimo sarebbe il termine piú corretto se volessimo dare la più precisa identità stilistica alla sua idea musicale, chiaramente influenzata dai più freschi approcci americani o europei della musica black: vengono da sé i richiami a The Weeknd, che sfociano in veri e propri omaggi, Frank Ocean, Chris Brown come anche Kevin Abstract, Dominic Fike, Joji e nomi affini. Come abbiamo detto però musicalmente si va molto più indietro tra continui delay, echi, strane frequenze. Alla fine quindi ne viene fuori un bouquet tanto dai mille colori quanto dai mille profumi.

CoCo

Insomma “Floridiana” è il degno erede di “Acquario”, che già lo scorso anno aveva incantato i più attenti. Come in quel disco i momenti pesantemente personali ritornano, come nella struggente “Eredità”, di cui emergono versi toccanti dedicati alla madre scomparsa, nelle scuse di “Compleanno”, nella quotidianità di “Sperlonga Freestyle”, tra i momenti questi più dritti, senza troppi giri di parole. La svolta arriva però in tracce come “Sbagliare”, “Dammi Un Motivo”, la stessa “Floridiana” e la perla assoluta “Las Vegas”, caratterizzate da gusti pop raffinatissimi, in cui l'amore sognante, sensuale, malcelato si confronta con la sua forte emotività. Gli ospiti conferiscono ancora nuova varietà al tutto, da Giaime a Rkomi fino a Geolier che portano i loro stili nel pacchetto del disco. Da sottolineare Lil Jolie e Vale LP, giovanissime cantanti davvero promettenti, e Luchè, che nel ritornello della già citata “Eredità” ha quasi una funzione spirituale.

Se ci volessimo sbilanciare si potrebbe parlare di questo come uno dei progetti più solidi e ispirati di questo 2020, da non definire sottovalutato perché è un termine che poco gli si addice. Il termine stupendo, invece, gli si addice eccome. Ma questi discorsi lasciano il tempo che trovano: l'importante alla fine è perdersi in questo viaggio per ritrovare tutta la carica emotiva dalla malinconia.

CoCo